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Archive for the ‘Cucina’ Category

Muscolo Di Grano

Ho poco a che vedere coi regimi vegetarianoveganomacrobiotici, anche se dovrei essere la prima ad abbracciarne (almeno) uno dei tre, dal momento che convivo da anni con una gastrite spaventosa e ho la tendenza a metter su peso con niente. Ma il cibo, per me, è molto più che sostentamento. In alcuni casi sfiora l’arte. Quindi, pur essendo una fervida e fedele sostenitrice della dieta mediterranea, apprezzo molto le novità e sono pronta a sperimentare.

Se c’è un alimento sul quale però non transigo, è la carne. Io, per intenderci, sono una di quelle che se non vede la goccia di sangue sgorgare dal centro della bistecca, va in depressione alimentare. Se parliamo di arrosti e brasati è un conto, ma se la carne tocca una padella o una griglia, ci deve rimanere il meno possibile, altrimenti il mio palato si offende moltissimo. Addirittura ammetto che, se dovessi scegliere tra un hamburger troppo cotto e un blocco di seitan che sa di carta assorbente, preferirei il secondo.

Date queste premesse, l’unico ristorante vegetariano in cui metto piede a Milano è Muscolo di Grano. Lì, davvero, non mi manca la carne grondante. E’ tutto buonissimo, mi rendo conto di poter mangiare tutto quello di cui ho voglia, perchè digerirò tutto alla perfezione, e con un apporto calorico veramente molto, molto ridotto. Gnàmmete!

Facciamo i precisini: il muscolo di grano di cui si parla è un impasto di farina di frumento, legumi, soia, acqua, olio e spezie. Vi posso garantire che proprio uguale al sapore della carne non è, ma ci va molto, molto vicino. Ma quello che colpisce non è tanto il sapore del muscolo di grano, è la consistenza. Quella sì, è identica a quella di un arrosto. O di una bistecca. O di uno spezzatino.

E così dal menu, che è ricchissimo, spuntano tortelli al ragu, lasagne, straccetti, paillard, persino il kebab. Tutto di muscolo di grano, ovviamente. La pasta è fresca, fatta in casa, come il pane. Le verdure e le materie prime arrivano da agricolture biologiche, niente di quello che usano in cucina è stato trattato, raffinato o geneticamente modificato.

Sabato sera mi sono divertita da morire, cenando con quadrotti di focaccia – integrale, ovviamente – con ripieno di verdure saporite, panzerotti ripieni di cipolla rossa, arrosticini al sesamo e patate al forno (che goduria mangiare quelle meravigliose monete gialle con la buccia!), il tutto sommerso nell’hummus di ceci, di zucca, di carota…

Per chiudere in bellezza, ho spazzolato una tarte-tatin di mele con una pallina di gelato alla cannella (di soia e senza grassi aggiunti, una meraviglia!). Mangiare un dolce del genere senza sentirsi in colpa, faceva dimenticare l’assenza del nemico numero uno, totalmente assente da tutto il menu: il burro.

Perciò è ovvio, se per colazione siete soliti iniettarvi i brownies direttamente in vena, non aspettatevi un trionfo di trigliceridi, anzi, al posto dello zucchero ho il lecito dubbio che usino l’agar agar, ma questo preferisco non saperlo. Dimenticatevi la cheesecake al cioccolato di California Bakery, o il cheeseburger di Seven (per i quali sì, potrei uccidere). Lì è un’altra cosa. Si mangia tantissimo, sanissimo, leggerissimo. I prezzi sono onesti e invece del vino, si beve sidro di mele. Assolutamente da provare, e da tornarci quando volete farvi una bella scorpacciata, ma siete a dieta :)

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